ma la stampa israeliana ha apprezzato?
Dopo il discorso di Silvio al Knesset ha vagato per un po’ nella mia testa il pensiero che, se non ci fosse stato Schindler, sicuramente sarebbe stato lui l’imprenditore che salvò quei 1.200 ebrei dallo sterminio. Ma poi che fa? Dopo aver detto e ricordato che l’Italia si oppose al rapporto Goldstone [rapporto ONU del 16 settembre 2009 che ha condannato Israele per i bombardamenti e le 1.400 vittime di Gaza] e che quelle settimane di guerra furono una reazione “giusta” contro Hamas, va in Cisgiordania, parla con Abu Mazen, capo dell’Autorità Nazionali Palestinese ed esprime, per le vittime di quella stessa azione, lo stesso identico cordoglio espresso per le vittime della Shoah. Mezza giornata prima aveva parlato di azione GIUSTA ma poi ne piange i morti. Ma veniamo al punto. Come hanno reagito i media israeliani? Haaretz online ha dedicato più spazio al discorso di Silvio a Gerusalemme, sottolineando l’espressione “fratelli maggiori” usata per descrivere lo stretto legame tra Israele e Italia, nonchè il passaggio in cui il Cavaliere ha parlato dell’operazione Piombo Fuso a Gaza, definendola una “giusta reazione” contro i razzi di Hamas. Nello stesso articolo si parla anche della visita a Betlemme e del “dolore per le vittime di Gaza” così come per le vittime dell’Olocausto: il giornale ha evitato di commentare. Ha commentato, invece, il giornale Maavir che non ha molto digerito l’accostamento tanto da definire “comportamento bizzarro” il fatto che “appena giunto nei territori abbia (Silvio) paragonato Gaza alla Shoah”. Yediot Ahronot ha parlato di “Berlusconi show”, con un articolo sul pranzo di gala nella residenza del presidente Peres che il nostro Premier ha pensato ad allietare con aneddoti e “imitazioni” e con l’annuncio del regalo di un suo Cd di canzoni. Siamo pure sempre italiani, no? Per il Financial Times, Silvio è in “hot water” (nei guai) per l’accostamento tra Gaza e Shoah, dichiarazione non commentata neppure dal Premier Netanyahu. Ma nessuno ha capito che il futuro Nobel per la Pace (?) è il nuovo balancer dell’ordine mondiale? Bah!








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